Leggo e rileggo il mio blog, con un leggero sorriso che mi affiora sul viso, pensando a come cambia il tempo, a come ciò che ho creduto inossidabile si è sgretolato, non solo attorno a me, ma dentro di me, a tutto ciò che è semplicemente cambiato, ai sentimenti, alle sensazioni provate... il meteo annuncia sempre venti di cambiamento.
Cos'è un blog? Un diario segreto? Un diario pubblico? Un foglio sul quale raccogliere i pensieri? Una valvola di sfogo? Un amico immaginario al quale confidare la nostra mente e aprire il nostro cuore? Secondo me è un po' di tutto ciò. È qualcuno che non ti giudica per quello che scrivi, pensi o sogni, è qualcosa che ti sta ad ascoltare, ti mette a disposizione il suo spazio perché tu possa donargli una piccola parte di te ogni volta che ne senti il bisogno.
Qualche giorno fa ho "spiato" il blog di un amico, che purtroppo non aggiorna da più di un anno. Mi sono cibata del suo modo di scrivere, dei suoi pensieri, non so... forse anche della sua anima. E penso al potere della scrittura. Se chi legge riesce a provare anche un solo brivido, riuscendo quasi a immedesimarsi in chi scrive, allora l'autore ha raggiunto uno dei suoi scopi: è entrato nel cuore del lettore.
Leggere ciò che scrive un'altra persona non significa per forza riuscire a conoscerlo... però le emozioni che ne derivano sono molto interessanti!
lunedì 7 marzo 2011
sabato 5 giugno 2010
Quando...
Quando la strada diventa diritta...
quando ci hai sempre creduto...
quando meno te l'aspetti...
quando volere è potere...
quando la vita ritorna a sorriderti...
quando gli occhi ritornano a vedere il mondo...
quando l'amore bussa alla tua porta...
quando il destino fa incontrare due persone...
quando metti da parte tutte le delusioni...
quando decidi di voltar decisamente pagina...
allora si... puoi dire di essere veramente felice!
quando ci hai sempre creduto...
quando meno te l'aspetti...
quando volere è potere...
quando la vita ritorna a sorriderti...
quando gli occhi ritornano a vedere il mondo...
quando l'amore bussa alla tua porta...
quando il destino fa incontrare due persone...
quando metti da parte tutte le delusioni...
quando decidi di voltar decisamente pagina...
allora si... puoi dire di essere veramente felice!
martedì 30 marzo 2010
bah
Testarda io...
testa dura...
l'ho sempre detto... con un muro faccio a gara.
"... e poi, e poi, e poi ci ha cancellato piano piano..."
testa dura...
l'ho sempre detto... con un muro faccio a gara.
"... e poi, e poi, e poi ci ha cancellato piano piano..."
sabato 6 febbraio 2010
Lettera aperta a me stessa
Qualcosa ho perso
Qualcosa ho trovato
Qualcosa avrò.
Ogni scelta che decidiamo per noi stessi, ogni via che vogliamo percorrere condiziona la nostra vita, in ogni campo, amore, amicizia, lavoro. Alcune sono giuste, o considerate tali nel momento stesso in cui si compiono, anche se poi ci si rende conto che "sarebbe stato meglio agire altrimenti". Altre sono sbagliate, ma chi non ne fa?
Tutto insegna, tutto è esperienza, tutto fa crescere... diciamo pure che "tutto fa brodo".
Ultimamente ho imparato tante cose, sono cresciuta, forse sono maturata un po'... come si matura ogni giorno, perché oggi è diverso da ieri, oggi non è la copia di ieri, oggi è nuovo, e domani lo sarà altrettanto.
Ho approfondito un'amicizia alla quale tenevo molto.
Mi sono rinvenuta su un'altra che ahimè ho sempre sopravvalutato (anche questo, per fortuna, mi ha aiutato a crescere) e che ho deciso di ridimensionare.
Voglio riprendermi completamente la mia vita, senza fare da filtro a nessuno col resto del mondo.
Non posso più, non devo più, badare a nessuno se non a me stessa.
Basta difese a spada tratta, basta giustificazioni.
La chioccia va in pensione! :-)
Vivere, è la MIA parola d'ordine!
Godermi la MIA vita è il mio progetto!
Pretendo troppo? ;-)
Qualcosa ho trovato
Qualcosa avrò.
Ogni scelta che decidiamo per noi stessi, ogni via che vogliamo percorrere condiziona la nostra vita, in ogni campo, amore, amicizia, lavoro. Alcune sono giuste, o considerate tali nel momento stesso in cui si compiono, anche se poi ci si rende conto che "sarebbe stato meglio agire altrimenti". Altre sono sbagliate, ma chi non ne fa?
Tutto insegna, tutto è esperienza, tutto fa crescere... diciamo pure che "tutto fa brodo".
Ultimamente ho imparato tante cose, sono cresciuta, forse sono maturata un po'... come si matura ogni giorno, perché oggi è diverso da ieri, oggi non è la copia di ieri, oggi è nuovo, e domani lo sarà altrettanto.
Ho approfondito un'amicizia alla quale tenevo molto.
Mi sono rinvenuta su un'altra che ahimè ho sempre sopravvalutato (anche questo, per fortuna, mi ha aiutato a crescere) e che ho deciso di ridimensionare.
Voglio riprendermi completamente la mia vita, senza fare da filtro a nessuno col resto del mondo.
Non posso più, non devo più, badare a nessuno se non a me stessa.
Basta difese a spada tratta, basta giustificazioni.
La chioccia va in pensione! :-)
Vivere, è la MIA parola d'ordine!
Godermi la MIA vita è il mio progetto!
Pretendo troppo? ;-)
sabato 26 dicembre 2009
Natale
Pomeriggio di Natale.
Un appuntamento imperdibile.
Un orario indefinito.
Un emozione indescrivibile.
Verona. I suoi ponti, le sue chiese, il suo fiume.
Lei, che mi ha permesso di conoscerla dal cuore alle arterie, alle vene... tutta.
Lei, che col suo calore mi ha concesso qualche ora di armonia, magia, gioia...
Lei, che vista dall'alto di Castel San Pietro sembra non avere fine.
Un appuntamento imperdibile.
Un orario indefinito.
Un emozione indescrivibile.
Verona. I suoi ponti, le sue chiese, il suo fiume.
Lei, una dama dal magico profumo di festa, di gioia, di amore, di serenità, di passione, di tutto.
Lei, che mi ha preparato una tela sulla quale dipingere e fermare alcuni istanti anch'essi magici, indimenticabili.
Lei, che mi ha permesso di conoscerla dal cuore alle arterie, alle vene... tutta.
Lei, che col suo calore mi ha concesso qualche ora di armonia, magia, gioia...Lei, che vista dall'alto di Castel San Pietro sembra non avere fine.
venerdì 13 novembre 2009
Cucinare...
Voglia di cucinare, di riempire le mie mani di farina, sfoderare la forza delle mie braccia per inventare un nuovo dolce, un nuovo biscotto, un tipo ti pasta mai pensato prima.
Il verbo cucinare accompagna la mia vita da quando ero piccola, quando la domenica i miei genitori passavano la mattinata al mercato, e io, pensando di essere più furba di loro, fingevo di dormire ancora profondamente per poi sgattaiolare fuori dal letto appena sentivo il rombo della Ford partire. Correvo in cucina, aprivo un libro di ricette e creavo... che gioia quando tornavano a casa! Tutto era pronto da servire. Non ho mai fatto niente di elaborato, tranne una domenica che mi venne in mente di cucinare gli gnocchi alla romana... ricordo ancora il sapore... buoni ma di una pesantezza mastodontica! Avrò forse esagerato con il burro? Forse :-)
Alle superiori finita la quinta ora del sabato prendevo il Pollicino e andavo dalla nonna Mira (grande donna), mangiavamo insieme, io e lei, poi saliva le scale per raggiungere il suo sonnellino pomeridiano, e io restavo in cucina, spesso a leggere, oppure andavo in giardino. Ero impaziente che arrivasse l'ora magica, le 16, perché la nonna scendesse dalle scale, bevesse il caffè che le avevo preparato e iniziavamo a cucinare per la cena, per 11 persone, tutti i sabati. Io la aiutavo a impastare uova e farina e lei faceva il ragù. Ogni tanto ci scappava anche qualche dolce. Mamma, ti ricordi che spettacolo di torta all'ananas che ho fatto una di quelle sere?
Che ricordi! Quanti ricordi!
Oggi quando impasto ricordo con un po' di malinconia quei momenti, indelebili... mi mancano.
So che da qualche parte ci sei ancora, non mi hai abbandonato... a volte mi sembra perfino di sentirti salutare "ciao Francesca!"
Il verbo cucinare accompagna la mia vita da quando ero piccola, quando la domenica i miei genitori passavano la mattinata al mercato, e io, pensando di essere più furba di loro, fingevo di dormire ancora profondamente per poi sgattaiolare fuori dal letto appena sentivo il rombo della Ford partire. Correvo in cucina, aprivo un libro di ricette e creavo... che gioia quando tornavano a casa! Tutto era pronto da servire. Non ho mai fatto niente di elaborato, tranne una domenica che mi venne in mente di cucinare gli gnocchi alla romana... ricordo ancora il sapore... buoni ma di una pesantezza mastodontica! Avrò forse esagerato con il burro? Forse :-)
Alle superiori finita la quinta ora del sabato prendevo il Pollicino e andavo dalla nonna Mira (grande donna), mangiavamo insieme, io e lei, poi saliva le scale per raggiungere il suo sonnellino pomeridiano, e io restavo in cucina, spesso a leggere, oppure andavo in giardino. Ero impaziente che arrivasse l'ora magica, le 16, perché la nonna scendesse dalle scale, bevesse il caffè che le avevo preparato e iniziavamo a cucinare per la cena, per 11 persone, tutti i sabati. Io la aiutavo a impastare uova e farina e lei faceva il ragù. Ogni tanto ci scappava anche qualche dolce. Mamma, ti ricordi che spettacolo di torta all'ananas che ho fatto una di quelle sere?
Che ricordi! Quanti ricordi!
Oggi quando impasto ricordo con un po' di malinconia quei momenti, indelebili... mi mancano.
So che da qualche parte ci sei ancora, non mi hai abbandonato... a volte mi sembra perfino di sentirti salutare "ciao Francesca!"
domenica 4 ottobre 2009
Passato, presente, futuro
Passato, presente, futuro... tre realtà, il primo lo conosco molto bene, il futuro non lo so... il presente lo vivo, spero, nel migliore dei modi.
Spesso mi sono chiesta se quello che stavo facendo era giusto o sbagliato. Non ho trovato molte risposte, solo sensazioni. Certo, di sbagli ne ho fatti... ma non ne rimpiango nemmeno uno. A volte mi chiedo quanto debba ringraziare anche quegli errori, che hanno dato un lauto contributo a ciò che sono oggi. Si, sono soddisfatta.
Ho imparato una cosa. Quando i progetti, i programmi vanno all'aria, mai scoraggiarsi. Cosa sono due o tre mesi nell'arco di tutta una vita? La mia vita non dipende da quei mesi, ma da come li vivo e li sfrutto.
Presente... che dire? Amarezza, speranza, gioia...
Amarezza perché i piani universitari non sono andati come previsto, di nuovo uno spostamento. Speranza per un piccolo progetto che mi può aprire qualche porta.
Gioia perché da un mese ho ricominciato a cantare! Non potete immaginare come mi sento dopo aver scoperto che ho una voce! Spesso mi sono sentita dire "io non ti sento"... acqua passata :-)
Futuro... ce la metterò tutta!
"L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva." Paulo Coelho - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto.
Spesso mi sono chiesta se quello che stavo facendo era giusto o sbagliato. Non ho trovato molte risposte, solo sensazioni. Certo, di sbagli ne ho fatti... ma non ne rimpiango nemmeno uno. A volte mi chiedo quanto debba ringraziare anche quegli errori, che hanno dato un lauto contributo a ciò che sono oggi. Si, sono soddisfatta.
Ho imparato una cosa. Quando i progetti, i programmi vanno all'aria, mai scoraggiarsi. Cosa sono due o tre mesi nell'arco di tutta una vita? La mia vita non dipende da quei mesi, ma da come li vivo e li sfrutto.
Presente... che dire? Amarezza, speranza, gioia...
Amarezza perché i piani universitari non sono andati come previsto, di nuovo uno spostamento. Speranza per un piccolo progetto che mi può aprire qualche porta.
Gioia perché da un mese ho ricominciato a cantare! Non potete immaginare come mi sento dopo aver scoperto che ho una voce! Spesso mi sono sentita dire "io non ti sento"... acqua passata :-)
Futuro... ce la metterò tutta!
"L'amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva." Paulo Coelho - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto.
lunedì 20 luglio 2009
Vita
Anni fa un collega di lavoro mi ha fatto leggere un foglio che ha appeso al suo banco nel reparto computer:
Un giorno, un professore entrò in classe, poggiò un barattolo su un tavolo e ci mise dentro alcune palline da tennis, fino all’orlo…Finita l’operazione, si rivolse ai suoi allievi, che lo fissavano incuriositi cercando di capire cosa stesse facendo.
Il professore disse: “ Allora ragazzi, ditemi. Vi sembra pieno questo barattolo? ” I ragazzi si guardarono tra loro, un po’ perplessi: uno dei ragazzi alzò la mano e disse “Ma certo che è pieno professore!”. L’uomo sorrise allo studente e scosse leggermente la testa; prese dalla sua borsa un sacchetto che conteneva delle biglie di vetro e ne mise un po’ dentro il barattolo.
Le biglie andarono a riempire gli interstizi che vi erano tra una pallina da tennis e l’altra… Il professore si rivolse nuovamente alla classe: “E adesso ditemi…È pieno il barattolo? ”.
Una ragazza annunciò che sì, adesso era pieno, e si girò a guardare con un’espressione soddisfatta il ragazzo che aveva risposto prima; ma il professore le disse che anche lei aveva dato una risposta superficiale, causandole un rossore di vergogna in volto. Subito dopo tirò fuori dalla borsa un altro sacchetto, questa volta colmo di sabbia. Con delicatezza lo prese dalle mani, lo aprì e ne verso l'intero contenuto nel barattolo.
La sabbia, chiara e sottile, si insinuò in ogni angolo, riempì ogni spazio, anche il più piccolo e recondito.
Finita l’operazione mise i sacchetti nella sua borsa, guardò per un po’ il barattolo sulla sua scrivania; poi, spostando lo sguardo sui ragazzi chiese loro: “Allora, adesso possiamo considerarlo pieno questo barattolo oppure no? ”. I ragazzi rimanevano in silenzio, spostando lo sguardo ora sul barattolo, ora sul professore, senza osare rispondere…
A quel punto, il professore ruppe il silenzio che era sceso: “Ragazzi, questo barattolo rappresenta la vita. Le palline da tennis sono la famiglia, gli amici, gli amori, … Le biglie sono l'istruzione, il tempo libero, … La sabbia, invece, sono le cose materiali: la macchina, il cellulare, i vestiti firmati…
Questo barattolo è pieno, ma la parte più importante è costituita dalle palline e dalle biglie…Se riempirete la vostra vita di sabbia, non rimarrà più lo spazio per le cose davvero essenziali della vita, le cose più solide e sicure. La sabbia è parte della nostra vita, ma non serve che a riempire piccoli spazi, a completare il tutto. Ricordate sempre che la famiglia, gli amici, gli amori, devono venire prima di tutto; solo grazie alla loro presenza sarà possibile avere una vita variegata, piena di cose diverse, proprio come lo è questo barattolo. Se darete più importanza alle cose superficiali della vita, ne avrete come risultato un triste barattolo uniforme e noioso, il cui contenuto può essere facilmente spazzato via dal primo soffio del vento…"
Palline da tennis
Famiglia, Amore, amici... mi considero ampiamente fortunata.
Ho una famiglia splendida, da ringraziare ogni giorno che passa.
Ho un fidanzato che mi adora, che mi ama, che mi stima per come sono, con i miei difetti e i miei pregi, e che non vuole farmi diventare a sua immagine e somiglianza.
Ho degli amici che... non ho parole... sono parte dell'ossigeno di cui ho bisogno, insieme al mio uomo e alla mia famiglia.
Le palline da tennis le ho tutte :-)
Biglie.
Per l'istruzione... ho impiegato più tempo del necessario, con qualche errore di percorso, con il lavoro di mezzo, con varie ed eventuali che hanno rallentato il corso, ma sono quasi arrivata alla fine... la vedo... non manca molto per tagliare il traguardo. Ancora qualche sacrificio e tutto ciò che arriva me lo sarò meritato.
Tempo libero? Uhm... in questo periodo ne ho proprio poco. Se per tempo libero si intende fare un po' di sport, un giro per negozi, una sana dormita, un viaggio... beh, allora non ne ho, purtroppo... ma ne avrò... sono certa che ne avrò... toccherà anche a me stendermi sotto una palma, in riva all'oceano, a sorseggiare un centrifugato di papaya!
Sabbia.
Dunque, vestiti firmati ne ho pochi, e comunque ho le prove che durano di più degli altri; soldi... uhm... quelli sono sempre pochi, tra fotocopie, caffè d'orzo, gelato, tessera mensa, qualche uscita e un po' di spesa (il minimo sindacale) fatico a mettere via anche le formelle... la formichina non mi viene bene per ora...
Cellulare... quello sì, quasi defunto ma ce l'ho.
Di superfluo mi rendo conto di aver molto poco, per fortuna... ma anche quel poco aiuta a riempire gli spazi vuoti lasciati dalle palline e dalle biglie.
A 29 anni, con questo "quadro clinico" non mi posso certo lamentare, no? L'unico neo è dato dall'università... a volte mi sento vecchia... poi penso che sono quasi arrivata alla fine e mi rincuoro. Basta dipendere dai genitori (a 29 anni...!)
Il 2009 mi sta dando diverse soddisfazioni. Ho avuto alcune delusioni, ma non fa niente... la vita ci riserva anche queste, bisogna prenderne atto, capire perché per come e per quando sono arrivate, analizzarle, e trovare una soluzione. Esiste? bene, si tenta. Non esiste? pazienza, si va avanti, pronti per il prossimo "giro di giostra" (come disse Terzani). Ho avuto delle grosse soddisfazioni, che mi fanno guardare allo speccio e sorridere finalmente alla vita. Che gioia poter sorridere davvero, oggi.
Il mio barattolo non è ancora pieno... e non voglio che lo diventi, almeno per i prossimi 80 anni... nel frattempo faccio del mio meglio per... aumentare le dimensioni del barattolo, e non essere mai sazia di vita!
Un giorno, un professore entrò in classe, poggiò un barattolo su un tavolo e ci mise dentro alcune palline da tennis, fino all’orlo…Finita l’operazione, si rivolse ai suoi allievi, che lo fissavano incuriositi cercando di capire cosa stesse facendo.
Il professore disse: “ Allora ragazzi, ditemi. Vi sembra pieno questo barattolo? ” I ragazzi si guardarono tra loro, un po’ perplessi: uno dei ragazzi alzò la mano e disse “Ma certo che è pieno professore!”. L’uomo sorrise allo studente e scosse leggermente la testa; prese dalla sua borsa un sacchetto che conteneva delle biglie di vetro e ne mise un po’ dentro il barattolo.
Le biglie andarono a riempire gli interstizi che vi erano tra una pallina da tennis e l’altra… Il professore si rivolse nuovamente alla classe: “E adesso ditemi…È pieno il barattolo? ”.
Una ragazza annunciò che sì, adesso era pieno, e si girò a guardare con un’espressione soddisfatta il ragazzo che aveva risposto prima; ma il professore le disse che anche lei aveva dato una risposta superficiale, causandole un rossore di vergogna in volto. Subito dopo tirò fuori dalla borsa un altro sacchetto, questa volta colmo di sabbia. Con delicatezza lo prese dalle mani, lo aprì e ne verso l'intero contenuto nel barattolo.
La sabbia, chiara e sottile, si insinuò in ogni angolo, riempì ogni spazio, anche il più piccolo e recondito.
Finita l’operazione mise i sacchetti nella sua borsa, guardò per un po’ il barattolo sulla sua scrivania; poi, spostando lo sguardo sui ragazzi chiese loro: “Allora, adesso possiamo considerarlo pieno questo barattolo oppure no? ”. I ragazzi rimanevano in silenzio, spostando lo sguardo ora sul barattolo, ora sul professore, senza osare rispondere…
A quel punto, il professore ruppe il silenzio che era sceso: “Ragazzi, questo barattolo rappresenta la vita. Le palline da tennis sono la famiglia, gli amici, gli amori, … Le biglie sono l'istruzione, il tempo libero, … La sabbia, invece, sono le cose materiali: la macchina, il cellulare, i vestiti firmati…
Questo barattolo è pieno, ma la parte più importante è costituita dalle palline e dalle biglie…Se riempirete la vostra vita di sabbia, non rimarrà più lo spazio per le cose davvero essenziali della vita, le cose più solide e sicure. La sabbia è parte della nostra vita, ma non serve che a riempire piccoli spazi, a completare il tutto. Ricordate sempre che la famiglia, gli amici, gli amori, devono venire prima di tutto; solo grazie alla loro presenza sarà possibile avere una vita variegata, piena di cose diverse, proprio come lo è questo barattolo. Se darete più importanza alle cose superficiali della vita, ne avrete come risultato un triste barattolo uniforme e noioso, il cui contenuto può essere facilmente spazzato via dal primo soffio del vento…"
Palline da tennis
Famiglia, Amore, amici... mi considero ampiamente fortunata.
Ho una famiglia splendida, da ringraziare ogni giorno che passa.
Ho un fidanzato che mi adora, che mi ama, che mi stima per come sono, con i miei difetti e i miei pregi, e che non vuole farmi diventare a sua immagine e somiglianza.
Ho degli amici che... non ho parole... sono parte dell'ossigeno di cui ho bisogno, insieme al mio uomo e alla mia famiglia.
Le palline da tennis le ho tutte :-)
Biglie.
Per l'istruzione... ho impiegato più tempo del necessario, con qualche errore di percorso, con il lavoro di mezzo, con varie ed eventuali che hanno rallentato il corso, ma sono quasi arrivata alla fine... la vedo... non manca molto per tagliare il traguardo. Ancora qualche sacrificio e tutto ciò che arriva me lo sarò meritato.
Tempo libero? Uhm... in questo periodo ne ho proprio poco. Se per tempo libero si intende fare un po' di sport, un giro per negozi, una sana dormita, un viaggio... beh, allora non ne ho, purtroppo... ma ne avrò... sono certa che ne avrò... toccherà anche a me stendermi sotto una palma, in riva all'oceano, a sorseggiare un centrifugato di papaya!
Sabbia.
Dunque, vestiti firmati ne ho pochi, e comunque ho le prove che durano di più degli altri; soldi... uhm... quelli sono sempre pochi, tra fotocopie, caffè d'orzo, gelato, tessera mensa, qualche uscita e un po' di spesa (il minimo sindacale) fatico a mettere via anche le formelle... la formichina non mi viene bene per ora...
Cellulare... quello sì, quasi defunto ma ce l'ho.
Di superfluo mi rendo conto di aver molto poco, per fortuna... ma anche quel poco aiuta a riempire gli spazi vuoti lasciati dalle palline e dalle biglie.
A 29 anni, con questo "quadro clinico" non mi posso certo lamentare, no? L'unico neo è dato dall'università... a volte mi sento vecchia... poi penso che sono quasi arrivata alla fine e mi rincuoro. Basta dipendere dai genitori (a 29 anni...!)
Il 2009 mi sta dando diverse soddisfazioni. Ho avuto alcune delusioni, ma non fa niente... la vita ci riserva anche queste, bisogna prenderne atto, capire perché per come e per quando sono arrivate, analizzarle, e trovare una soluzione. Esiste? bene, si tenta. Non esiste? pazienza, si va avanti, pronti per il prossimo "giro di giostra" (come disse Terzani). Ho avuto delle grosse soddisfazioni, che mi fanno guardare allo speccio e sorridere finalmente alla vita. Che gioia poter sorridere davvero, oggi.
Il mio barattolo non è ancora pieno... e non voglio che lo diventi, almeno per i prossimi 80 anni... nel frattempo faccio del mio meglio per... aumentare le dimensioni del barattolo, e non essere mai sazia di vita!
mercoledì 22 aprile 2009
Fotografie
Fotografare deriva da photo + graphis, che tradotto vuol dire scrivere con la luce.
La luce non si può rubare, non si può rinchiudere, si può solo catturare... così nascono le fotografie... così sono nate, quel giorno in cui un tale riuscì a ottenere la copia della realtà.
Che tristezza però rendersi conto che per quanto tu abbia esperienza, per quanto il tuo occhio sia allenato, per quanto gli strumenti che usi siano perfetti e bene impostati... la realtà, il reale... è così sfuggevole, così... irreale.
Viaggiamo e cerchiamo di catturare il ricordo; guardiamo e cerchiamo di bloccare ciò che stanno vedendo i nostri occhi... o forse sono le emozioni che vogliamo bloccare, rubare, custodire... per poi riguardare ciò che abbiamo creato e rivivere quelle emozioni...
Non voglio barbaramente copiare la realtà, voglio creare, voglio essere un'artista che con uno scatto esprime se stesso, si fa conoscere, regala emozioni, prova emozioni.
La strada è lunga, lo so... non ho fretta.
La luce non si può rubare, non si può rinchiudere, si può solo catturare... così nascono le fotografie... così sono nate, quel giorno in cui un tale riuscì a ottenere la copia della realtà.
Che tristezza però rendersi conto che per quanto tu abbia esperienza, per quanto il tuo occhio sia allenato, per quanto gli strumenti che usi siano perfetti e bene impostati... la realtà, il reale... è così sfuggevole, così... irreale.
Viaggiamo e cerchiamo di catturare il ricordo; guardiamo e cerchiamo di bloccare ciò che stanno vedendo i nostri occhi... o forse sono le emozioni che vogliamo bloccare, rubare, custodire... per poi riguardare ciò che abbiamo creato e rivivere quelle emozioni...
Non voglio barbaramente copiare la realtà, voglio creare, voglio essere un'artista che con uno scatto esprime se stesso, si fa conoscere, regala emozioni, prova emozioni.
La strada è lunga, lo so... non ho fretta.
mercoledì 15 aprile 2009
Serenità

Sarà... ma a me piace la semplicità di questa foto. Ricorda molto gli acquerelli, o forse è quello che vorrei credere :-) È il Lago Puccini a Torre del Lago. Giornata meravigliosa, sole, foto... e persone con cui sto veramente bene. Tutto per pubblicare una foto che credo rappresenti il mio stato d'animo.
lunedì 30 marzo 2009
Arresa
Paulo Coelho
Leggendo qua e là ho trovato questa citazione tratta da "Sono come il fiume che scorre", mi è piaciuta... e leggerla in silenzio, immersa nei miei pensieri, nelle mie gioie, nelle mie speranze, nei miei sogni... mi ha fatto una piacevole compagnia.
"Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, chiese: Stai scrivendo una storia su di noi? È per caso una storia su di me? La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande. Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale. Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia! Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. Prima: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. "Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà. Seconda: di tanto in tanto devi interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione ch provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore. Terza: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia. Quarta: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. Quinta: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione"
"Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, chiese: Stai scrivendo una storia su di noi? È per caso una storia su di me? La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande. Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale. Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia! Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. Prima: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. "Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà. Seconda: di tanto in tanto devi interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione ch provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore. Terza: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia. Quarta: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. Quinta: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione"
martedì 24 marzo 2009
Breathe
Comincio questo post con lo scusarmi per la mia assenza... avete sentito la mia mancanza... dite la verità :-)
Ho avuto un sacco da fare... bla bla bla
Studio, lavoro... bla bla bla
Rientro da casa... bla bla bla
Certo, il tempo per un po' di riflessione ci sarebbe anche stato ma a dirvi la verità, è stata la voglia ad avermi abbandonata, la voglia di pensare e buttar giù qualche riflessione da condividere con voi.
Ho un po' di biglietti sparsi qua e là, dove ho scritto quello che mi è passato per la mente. Alcuni fanno compagnia a Filostrato, altri all'afasia di Broca... biglietti scritti in momenti di confusione totale, momenti di delusione totale, momenti di crisi, momenti in cui non capivo bene dov'ero, momenti in cui mi immergevo nella "nube tossica" chiamata "passato", e che ha tentato di divorarmi internamente. Mi dispiace per lei ma questa volta ho vinto io. Anzi no, non mi
dispiace affatto!
L'ho definita "nube tossica" per diversi motivi. Innanzitutto "nube" perché come una nuvola ha oscurato il mio presente, e "tossica" perché non solo l'ha oscurato, ma non me l'ha fatto assaporare. Ringrazio il venticello che con la suaforza ed energia è riuscito a spazzare gran parte dei blocchi che hanno condizionato il mio presente. Non fanno più parte di me.
Mi sento rinata.
Mi sento felice.
Mi sento bene.
Mi sento.
Avete presente il video di Midge Ure "Breathe"? Il cantante è in mezzo a un campo di grano, spalanca le braccia mentre canta il ritornello... breathe... respiro... è proprio così che mi sento
in questo momento... respiro, finalmente aria pura.
Ho avuto un sacco da fare... bla bla bla
Studio, lavoro... bla bla bla
Rientro da casa... bla bla bla
Certo, il tempo per un po' di riflessione ci sarebbe anche stato ma a dirvi la verità, è stata la voglia ad avermi abbandonata, la voglia di pensare e buttar giù qualche riflessione da condividere con voi.
Ho un po' di biglietti sparsi qua e là, dove ho scritto quello che mi è passato per la mente. Alcuni fanno compagnia a Filostrato, altri all'afasia di Broca... biglietti scritti in momenti di confusione totale, momenti di delusione totale, momenti di crisi, momenti in cui non capivo bene dov'ero, momenti in cui mi immergevo nella "nube tossica" chiamata "passato", e che ha tentato di divorarmi internamente. Mi dispiace per lei ma questa volta ho vinto io. Anzi no, non mi
dispiace affatto!
L'ho definita "nube tossica" per diversi motivi. Innanzitutto "nube" perché come una nuvola ha oscurato il mio presente, e "tossica" perché non solo l'ha oscurato, ma non me l'ha fatto assaporare. Ringrazio il venticello che con la suaforza ed energia è riuscito a spazzare gran parte dei blocchi che hanno condizionato il mio presente. Non fanno più parte di me.
Mi sento rinata.
Mi sento felice.
Mi sento bene.
Mi sento.
Avete presente il video di Midge Ure "Breathe"? Il cantante è in mezzo a un campo di grano, spalanca le braccia mentre canta il ritornello... breathe... respiro... è proprio così che mi sento
in questo momento... respiro, finalmente aria pura.
giovedì 19 febbraio 2009
SI
BASTA
Basta giornate contorte
Basta passato nel presente
Basta presente nel passato
Basta falsità
Basta finte speranze
Basta false illusioni
VOGLIO
Voglio giornate vive
Voglio vivere il mio presente
Voglio chiudere a chiave il passato, e buttarla quella chiave
Voglio sincerità
Voglio realizzare i miei sogni
Voglio illudermi con la realtà
Basta giornate contorte
Basta passato nel presente
Basta presente nel passato
Basta falsità
Basta finte speranze
Basta false illusioni
VOGLIO
Voglio giornate vive
Voglio vivere il mio presente
Voglio chiudere a chiave il passato, e buttarla quella chiave
Voglio sincerità
Voglio realizzare i miei sogni
Voglio illudermi con la realtà
sabato 7 febbraio 2009
Ancora
Venerdì 06 febbraio.
Ore 11.30.
Antichistica.
Il sole ha lasciato il posto alle nuvole. Nere.
Buio.
Pioggia.
Lampi.
Temporale.
"Ma stasera si va al concerto dei Jubilation?" faccio io.
"Io, anche se piove, vado" mi risponde lui.
Uhm... "vabbè, andiamo..." pensavo dentro di me, non proprio convinta.
Avete presente quelle serate organizzate dal nulla? Che nascono così? Che non hai la minima idea di come possano andare a finire?
Ecco, è stata una serata proprio così.
Divertente.
Spensierata.
Leggera.
Bella.
Più che bella.
Gente giusta.
I miei amici.
I miei più cari amici.
Il concerto finisce, e ora? che si fa? "andiamo al d*note a sentire un po' di jazz?" "bella idea".
Peccato avessi lo zaino con i libri della biblioteca addosso... per non parlare poi del mio look elegante da serata chic...! Non avevo trovato il tempo per tornare a casa e rendermi almeno presentabile per la serata... quindi mi sono detta... e chi se ne frega! :-)
E mi sono ritrovata in un locale molto carino, con della musica veramente bella, e soprattutto live!
Tastiera
Basso
Batteria
Trombe
Sax
6 strumenti che ci hanno accompagnato per tutta la serata con le loro improvvisazioni.
Non so chi siano.
Non so i loro nomi.
Probabilmente ci saranno anche venerdì prossimo.
E noi saremo là, seduti a quel tavolo nella saletta laggiù in fondo al locale a immergerci nel calore della loro musica, e lasciarci in qualche modo coccolare. Ancora una volta. E poi ancora. Ancora.
E ballare, ballare ancora... sotto le note di un'altra canzone...
E sognare, sognare ancora... dentro il mio piccolo guscio...
E condividere, condividere ancora... l'emozione delle note...
Ancora.
Ancora.
Ore 11.30.
Antichistica.
Il sole ha lasciato il posto alle nuvole. Nere.
Buio.
Pioggia.
Lampi.
Temporale.
"Ma stasera si va al concerto dei Jubilation?" faccio io.
"Io, anche se piove, vado" mi risponde lui.
Uhm... "vabbè, andiamo..." pensavo dentro di me, non proprio convinta.
Avete presente quelle serate organizzate dal nulla? Che nascono così? Che non hai la minima idea di come possano andare a finire?
Ecco, è stata una serata proprio così.
Divertente.
Spensierata.
Leggera.
Bella.
Più che bella.
Gente giusta.
I miei amici.
I miei più cari amici.
Il concerto finisce, e ora? che si fa? "andiamo al d*note a sentire un po' di jazz?" "bella idea".
Peccato avessi lo zaino con i libri della biblioteca addosso... per non parlare poi del mio look elegante da serata chic...! Non avevo trovato il tempo per tornare a casa e rendermi almeno presentabile per la serata... quindi mi sono detta... e chi se ne frega! :-)
E mi sono ritrovata in un locale molto carino, con della musica veramente bella, e soprattutto live!
Tastiera
Basso
Batteria
Trombe
Sax
6 strumenti che ci hanno accompagnato per tutta la serata con le loro improvvisazioni.
Non so chi siano.
Non so i loro nomi.
Probabilmente ci saranno anche venerdì prossimo.
E noi saremo là, seduti a quel tavolo nella saletta laggiù in fondo al locale a immergerci nel calore della loro musica, e lasciarci in qualche modo coccolare. Ancora una volta. E poi ancora. Ancora.
E ballare, ballare ancora... sotto le note di un'altra canzone...
E sognare, sognare ancora... dentro il mio piccolo guscio...
E condividere, condividere ancora... l'emozione delle note...
Ancora.
Ancora.
mercoledì 28 gennaio 2009
Piove
lunedì 19 gennaio 2009
:-)
"Gianlu che fai stasera?"
"Mah niente... voi che fate?"
"Erma viene qui a mangiare, vieni?
"si, dai"
Il primo pensiero è stato "e ora che si mangia? cinese? pizza? uhm... e se facessi un bel risotto? si, e con cosa? allora in frigo c'è: grana, cioccolato, una mela della mensa di un secolo fa, e non è ancora andata a male, arance, uovo di tonno... e se facessi un risotto con le arance? il riso ce l'ho, ho tutto, vada per il risotto!"
E lì mi sono rallegrata, anche perché all'idea di mangiare cinese il mio stomaco si è ribellato. E poi la pizza l'ho mangiata ieri sera...
Il riso è venuto molto buono, peccato che delle arance non si sentiva neanche un lontano profumo :-(... ma io ho seguito la ricetta che diceva un'arancia ogni 4 persone... al prossimo giro ne metto 3!
Quante risate!
Quante chiacchiere!
Quanta bell'energia positiva pulita!
Quante belle sensazioni!
Mi fanno stare bene.
Sono le situazioni così, sono le serate così che fanno tornare il sole quando fuori piove e tira vento.
Sono le persone così, sono amicizie così che fanno spuntare l'arcobaleno.
Come farne a meno? :-)
"Mah niente... voi che fate?"
"Erma viene qui a mangiare, vieni?
"si, dai"
Il primo pensiero è stato "e ora che si mangia? cinese? pizza? uhm... e se facessi un bel risotto? si, e con cosa? allora in frigo c'è: grana, cioccolato, una mela della mensa di un secolo fa, e non è ancora andata a male, arance, uovo di tonno... e se facessi un risotto con le arance? il riso ce l'ho, ho tutto, vada per il risotto!"
E lì mi sono rallegrata, anche perché all'idea di mangiare cinese il mio stomaco si è ribellato. E poi la pizza l'ho mangiata ieri sera...
Il riso è venuto molto buono, peccato che delle arance non si sentiva neanche un lontano profumo :-(... ma io ho seguito la ricetta che diceva un'arancia ogni 4 persone... al prossimo giro ne metto 3!
Quante risate!
Quante chiacchiere!
Quanta bell'energia positiva pulita!
Quante belle sensazioni!
Mi fanno stare bene.
Sono le situazioni così, sono le serate così che fanno tornare il sole quando fuori piove e tira vento.
Sono le persone così, sono amicizie così che fanno spuntare l'arcobaleno.
Come farne a meno? :-)
lunedì 12 gennaio 2009
Cuore
Caterina.
Milano25.
Firenze.
Taxi.
Bambini.
Meyer.
Ho letto la storia di Caterina davanti a una tazzina di caffè. È stato commovente.
Sono diversi giorni che notizie di guerra, morti, tristezze che non trovano una soluzione fanno da sfondo alle nostre giornate.
Leggere di qualcuno dotato di un cuore così grande al punto di mettere a disposizione la propria vita per i bambini meno fortunati di noi, è davvero commovente.
Caterina ha fatto proprio così.
Lei tassista.
4 anni fa ha la fortuna di avere come passeggeri un padre, una madre e la loro bimba di 3 anni. Fu la bimba a spalancare a Caterina la porta verso un mondo nuovo. Il suo mondo nuovo. Quello dedicato agli altri. La bimba aveva perso il fratellino... era "volato in cielo".
Da 4 anni accompagna gratuitamente i bambini che devono andare all'ospedale Meyer di Firenze... e non solo.
Inghilterra, Spagna, Russia... e ovunque i bambini vogliano andare.
Lei, con il taxi ricoperto di colori, giochi, pupazzi, fantasia e amore, apre il suo cuore a questi piccoli.
Lei con mantello e cappello degni di un cartone animato, esaudisce i loro sogni... e quando la sua bacchetta magica non glielo permette... viene aiutata dalla fantasia.
I bambini, coccolati da un personaggio da favola, possono fare tappa anche per un giorno solo, nel loro piccolo sogno.
"Caterina vorrei fare un giro a Londra" "Salta su che si parte!"
Il suo taxi: benzina e bolle di sapone!
Milano25.
Firenze.
Taxi.
Bambini.
Meyer.
Ho letto la storia di Caterina davanti a una tazzina di caffè. È stato commovente.
Sono diversi giorni che notizie di guerra, morti, tristezze che non trovano una soluzione fanno da sfondo alle nostre giornate.
Leggere di qualcuno dotato di un cuore così grande al punto di mettere a disposizione la propria vita per i bambini meno fortunati di noi, è davvero commovente.
Caterina ha fatto proprio così.
Lei tassista.
4 anni fa ha la fortuna di avere come passeggeri un padre, una madre e la loro bimba di 3 anni. Fu la bimba a spalancare a Caterina la porta verso un mondo nuovo. Il suo mondo nuovo. Quello dedicato agli altri. La bimba aveva perso il fratellino... era "volato in cielo".
Da 4 anni accompagna gratuitamente i bambini che devono andare all'ospedale Meyer di Firenze... e non solo.
Inghilterra, Spagna, Russia... e ovunque i bambini vogliano andare.
Lei, con il taxi ricoperto di colori, giochi, pupazzi, fantasia e amore, apre il suo cuore a questi piccoli.
Lei con mantello e cappello degni di un cartone animato, esaudisce i loro sogni... e quando la sua bacchetta magica non glielo permette... viene aiutata dalla fantasia.
I bambini, coccolati da un personaggio da favola, possono fare tappa anche per un giorno solo, nel loro piccolo sogno.
"Caterina vorrei fare un giro a Londra" "Salta su che si parte!"
Il suo taxi: benzina e bolle di sapone!
lunedì 5 gennaio 2009

Finalmente sono riuscita ad andare in montagna.
La località è Sant'Anna d'Alfaedo a una quarantina di minuti da casa mia.
Quanta neve... si nota?
Quanto freddo... si nota anche questo?
Vi posso giurare che mentre scattavo, le dita non le sentivo più.
Questo però è difficile da percepire guardando la foto.
Ho cercato di mettere in moto il cervello per partorire qualche foto artistica, ma vi posso giurare che facevo davvero fatica... un po' per il tanto gelo, un po' per i pastore tedesco che mi puntava le caviglie! Veramente c'era anche un cucciolo di Rottweiler che giocava con una cagnolina, e sinceramente non so chi mi metteva più angoscia... nonostante le rassicurazioni della padrona.

Questo è ciò di più artisticamente creativo che sono riuscita a ricavare in quelle due ore passate sulla neve. Non è granché... ma pazienza :-)
giovedì 1 gennaio 2009
Cenone
Un cenone semplice.
Mamma, Papà, Marcello, Shony e Luna.
Noi sei a festeggiare l'ingresso trionfante del nuovo anno.
Marcello è andato via prima della mezzanotte, ma pazienza... abbiamo cenato lo stesso insieme. Niente giochi, niente danze, niente confusione... solo noi. Solo la mia famiglia. E vi garantisco che non mi sono annoiata! Buon 2009 a tutti!
Mamma, Papà, Marcello, Shony e Luna.
Noi sei a festeggiare l'ingresso trionfante del nuovo anno.
Marcello è andato via prima della mezzanotte, ma pazienza... abbiamo cenato lo stesso insieme. Niente giochi, niente danze, niente confusione... solo noi. Solo la mia famiglia. E vi garantisco che non mi sono annoiata! Buon 2009 a tutti!
Iscriviti a:
Post (Atom)


